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L’edizione 2021 è organizzata da Packaging Meeting Srl e promossa da Istituto Italiano Imballaggio, con il patrocinio della Fondazione Carta Etica del Packaging ed è dedicata a valorizzare le soluzioni che si distinguono per essersi ispirate ai 10 valori della Carta Etica del Packaging.

Al premio Carta Etica del Packaging possono concorrere proposte di packaging sotto forma di prototipo, in commercio o in fase di industrializzazione nell’anno 2020, che si contraddistinguano per un impegno verso i 10 valori della Carta Etica del Packaging.

Grande novità dell’edizione 2021 è il Premio speciale “FUTURO” che vuole premiare le proposte che guardano e pensano al futuro del packaging.

Può concorrere qualsiasi soluzione ideativa, anche sotto forma di concetto progettuale, prospetto, disegno, e creazioni intellettuali e industriali: marchi, brevetti per invenzioni e per modelli di utilità, che si distinguano per essere ottimi esempi per pensare il futuro del packaging. Pertanto non devono essere necessariamente: concreti, industrializzabili, riproducibili nel tempo presente. Devono e possono essere astratti e predittivi con criteri descrittivi e narrativi, anche di fantascienza, immaginazione e inventiva, nonché, perché no, visionari.

I vincitori dell'edizione 2020

Scopo della manifestazione

Scopo principale della manifestazione è di promuovere e far conoscere soluzioni di packaging e sistemi di imballaggio, comprese macchine e sistemi di confezionamento che risultino innovativi o migliorativi rispetto a quanto presente sul mercato nazionale e rispetto al mercato di riferimento per il settore di utilizzo, anche se realizzati all’estero per il nostro Paese. Possono concorrere anche soluzioni progettate o realizzate in Italia, ma destinate a mercati esteri.

Un po’ di Storia

L’Oscar dell’Imballaggio – questo è stato il suo nome fin al 2017 – è un contest ideato dall’Istituto Italiano Imballaggio e dal 1957 si tiene ogni anno.

Fino al 1962 il concorso prevedeva due sezioni: una riservata ai Produttori e una agli Utilizzatori. La Giuria assegnava l’Oscar prendendo in considerazione principalmente gli aspetti tecnologici del packaging e naturalmente la fruibilità da parte del Consumatore. Per garantire che anche quest’ultimo aspetto venisse adeguatamente considerato, un elemento della giuria era una rappresentante delle “Casalinghe”.

Protagonisti di questi primi anni sono stati l’astuccio del Panettone Alemagna, che permetteva il confezionamento a caldo e il flacone con il manico a pompa della cera Emulsio.

Nel 1963 si aggiungono due categorie di imballaggi e relative sezioni di concorso: gli imballaggi da presentazione e gli imballaggi da spedizione. Per la prima categoria vince la notissima confezione Simmenthal con chiavetta che risparmia l’uso dell’apriscatole.

Negli anni Ottanta l’Oscar vive un momento di stanca e disinteresse da parte delle aziende produttrici. Con i primi anni Novanta la manifestazione viene rilanciata grazie all’introduzione di cinque sezioni dedicate ai materiali più usati per realizzare imballaggi (carta, metalli, plastica, vetro, materiali misti); quattro sezioni riferite ai principali settori di utilizzo (alimentare, cosmetico, chimico e farmaceutico) e un’ultima sezione destinata al design.

Nel 1993 viene aggiunta un’ulteriore categoria dedicata all’ambiente, grazie all’influenza delle disposizioni internazionali sulla valorizzazione dell’imballaggio post consumo.

Dalla fine degli anni ’90 l’Oscar si orienta sempre più alla comunicazione. Vengono istituite le edizioni tematiche a rotazione: Contenuto di servizio, Comunicazione, Ambiente e Tecnologia. Ogni anno una di questa diventa il tema principale, mentre le altre diventano sezioni speciali.

Dal 2015 sono state abolite le categorie per destinazione d’uso. E si comincia ad usare una nuova definizione BEST PACKAGING, che diventa il nome ufficiale, nell’anno del cinquantesimo della manifestazione, celebrata anche con un restyling totale del logo.

È stato aperto un account twitter @bestpackaging per diffondere le informazioni sui prodotti a concorso.

L’attuale struttura prevede a rotazione una sezione principale e 3 speciali: Quality Design, con il patrocinio della Scuola del Design del Politecnico di Milano, quella di innovazione con il patrocinio di Ipack-Ima (ente fieristico di riferimento) e quella ambiente con il patrocinio di Conai (Consorzio nazionale Imballaggi). Il contest è patrocinato anche da Altroconsumo e, dall’edizione 2018, dal Brera Design District.


Per informazioni e approfondimenti potete contattare Alessandra Alessi
Tel 02 58319624 int. 5 – e.mail comunicazione@istitutoimballaggio.it

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